Sono circa 60 mila gli arresti cardiaci che si registrano ogni anno in Italia con una capacità di far ripartire il cuore intorno al 43%. Questo risultato mette la popolazione italiana tra le più reattive in Europa, ma i dati dimostrano ce vi è ampio spazio di miglioramento e la necessità di poter reperire con maggior semplicità un defibrillatore.

Lo scorso 13 agosto è entrata in vigore la nuova legge il cui obiettivo principale è quello di permettere a chiunque di intervenire, sensibilizzando anche i più piccoli già dalla scuola primaria e secondaria con una formazione sul primo soccorso e sul BLSD.

Grazie al contributo di tutti sono sempre più dettagliate le app open source, alle quali via via si vanno ad affiancare le istituzionali, che tramite la geolocalizzazione indicano la postazione del defibrillatore più vicina ed allertano i cittadini registrati e già formati che si trovano in zona per offrire un intervento tempestivo.

L’utilizzo tempestivo del DAE risulta ancor più importante a fronte dell’evento pandemico: vittima e soccorritore, infatti, dovranno indossare la mascherina impedendo di fatto la “respirazione bocca a bocca” ed eseguendo le sole compressioni toraciche.

I punti salienti della nuova legge

  • Piano per la diffusione dei defibrillatori automatici esterni in scuole di ogni ordine e grado, università, sedi delle pubbliche amministrazioni (con almeno 15 dipendenti e servizi aperti al pubblico), stazioni, porti, aeroporti, mezzi di trasporto (aerei, treni navi nei tratti con percorrenza continuata di almeno due ore). Stanziati 10 milioni (2 all’anno per i prossimi 5 anni) per l’acquisto dei DAE.
  • Introduzione a scuola dell’insegnamento delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e dell’utilizzo dei defibrillatori.
  • Tutela legale del soccorritore: in assenza di personale sanitario o di personale non sanitario che sia stato formato sulla rianimazione cardiopolmonare, l’utilizzo del defibrillatore è consentito a tutti in caso di sospetto arresto cardiaco.
  • I centri sportivi, le palestre, le piscine gestiti da società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche devono avere il DAE (durante gli allenamenti e le competizioni). La legge approvata lo scorso luglio aggiorna i contenuti del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 a sua volta aggiornato dal decreto del Ministero della Salute n.149 del 26 giugno 2017.
  • Le società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche che utilizzano gli impianti sportivi pubblici, hanno l’obbligo di condividere il DAE con coloro che utilizzano gli impianti stessi.
  • Obbligo per il 118 di fornire ai cittadini le istruzioni telefoniche per riconoscere l’arresto cardiaco, per fare il massaggio cardiaco e per utilizzare il DAE.
  • Obbligo per i soggetti privati e pubblici che possiedono i defibrillatori di registrarli alle centrali operative del 118.
  • Introduzione di applicazioni per cellulari per la geo-localizzazione dei DAE.

Per maggiori dettagli potete consultare anche l’articolo su Sanità Informazione (leggi tutto l’articolo).

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